Games and the City

Vita a Los Angeles, videogiochi e tante altre cose che non c'entrano niente

05 giugno 2008

Flashback #4: Atlanta


Il giorno di Memorial Day, mentre eravamo in treno da Philadelphia a New York, abbiamo ricevuto la notizia che una persona a noi molto cara era morta in un incidente automobilistico in Virginia. Dopo la prima reazione di shock abbiamo deciso che non c'era altro da fare se non posticipare il rientro a San Francisco e prenotare un volo per Atlanta, da cui avremmo poi proseguito per Columbus, dove si sarebbe tenuto il funerale. Lottare con le varie compagnie aeree cercando allo stesso tempo di contenere il dolore non è stato facile, ma due giorni dopo siamo riusciti finalmente a partire. Nonostante il lutto e la tristezza generale, io sono e resto una persona curiosa: niente avrebbe potuto trattenermi dal guardarmi intorno, fare centinaia di foto e studiare attentamente la città in cui Sterling ha vissuto 14 anni della sua vita, una città diametralmente opposta a San Francisco. Atlanta è una giungla, non c'è altro modo per descriverla. E' una giungla di cemento e di enormi grattacieli corporativi, con autostrade futuristiche che la attraversano come vene. Ma è anche una giungla verde, che lotta contro il cemento per il possesso della città. I giardini delle case sembrano boschi selvaggi, i cespugli crescono a velocità incontrollabile e spruzzi di verde si aprono la strada tra muri e marciapiedi. Vecchie case in stile coloniale del sud riescono ancora a resistere all'invasione dei palazzoni a specchi che ormai stanno prendendo il sopravvento ovunque, ma i caratteri ben delineati del sud sono ancora percepibili nell'architettura, nell'aria umida e pesante, nel cibo profumato e così alieno. Atlanta è stata un'esperienza dei sensi, che mi ha riportato alla mente i romanzi di William Faulkner, allo stesso tempo attraenti e repulsivi. Diverse invece le persone, in particolare gli amici di Sterling, che ancora portano le tracce di quella cortesia formale del sud impossibile da ritrovare in California. Atlanta è un posto in cui non vivrei mai, nonostante la sorella di Sterling abbia cercato di farci il lavaggio del cervello in questo senso, ma visitarla è stata una delle mie esperienze più affascinanti negli Stati Uniti.

Il memoriale di MLK

Una casa i cui proprietari riescono incredibilmente a contenere la vegetazione

Stand di frutta e verdura con le famose pesche della Georgia

Jetta, la sorella di Sterling

Etichette:

4 Comments:

  • At 12:56 AM, Blogger JJ said…

    Hai scritto (stai scrivendo) dei racconti affascinanti... grazie per la pausa!
    Enjoy,
    J

     
  • At 8:29 AM, Anonymous katika said…

    che belle foto! la cosa che mi colpisce maggiormente della maggior parte delle città americane è proprio il verde.

     
  • At 2:30 PM, Blogger Moky said…

    Mi piace come riesci a fare, di un momento triste e doloroso, un'esperienza positiva e interessante. Io trovo la gentilezza formale dei southerners piacevole e rinfrescante... pur se a volte un po' troppo "pesante"...

     
  • At 10:40 AM, Anonymous Regina dei Tucani said…

    Mio marito e' un southern ed e' un vero gentiluomo del sud. E' vero quel che dici riguardo quegli stati un po' piu' "all'antica". Le cameriere anzianotte che ti chiamano "honey", gli uomini che si alzano in piedi quando entra nella stanza una signora... ah, come ai tempi di Via col Vento!:DD

     

Posta un commento

<< Home