Games and the City

Vita a Los Angeles, videogiochi e tante altre cose che non c'entrano niente

24 aprile 2008

Ma si può?


Si sa che questo blog è sostanzialmente dedicato al cazzeggio internazionale, perciò quelle poche volte in cui scrivo qualcosa di serio finisco sempre per scusarmene in anticipo. Questa, però, non riesco a tenermela. Quello che si vede nella foto è il Metreon, il grande complesso Sony che racchiude tra l'altro un cinema multiplex, un negozio PlayStation e uno spazio espositivo. E' centralissimo, trovandosi all'incrocio tra Mission e 4th St, a due passi da Union Square e proprio nel centro di downtown. Proprio qui, due giorni fa, la mia amica Emi è stata colpita in piena faccia da un senzatetto senza alcuna ragione. I particolari non li conosco bene, dal momento che a lei giustamente non va di parlarne, ma sospetto che lei camminasse semplicemente per strada senza dare fastidio a nessuno. Conosco molto bene Emi, è una delle mie migliori amiche qui in città, è una buddhista praticante che preferisce incolpare se stessa piuttosto che accusare qualcuno di qualcosa: non ce la vedo proprio ad attaccare briga con uno sconosciuto. Quello che mi chiedo è come si faccia a colpire in faccia una ragazza minuta che cammina facendosi i fatti suoi. Non mi sembra questo il luogo per dissertare del problema dei senzatetto negli Stati Uniti, nè a dire la verità ho alcun tipo di fervente opinione in proposito. Il mio rapporto con questi particolari abitanti della città è sempre stato piuttosto distaccato, io mi faccio i fatti miei e loro si fanno i loro. Quando provo a offrire loro del cibo, spesso mi rispondono che hanno già mangiato e che preferirebbero piuttosto che gli dessi dei soldi. Quello che mi è stato spiegato è che ne abbiamo così tanti grazie ai cosiddetti "programmi umanitari" di diverse altre città americane, che offrono ai "loro" senzatetto un biglietto d'autobus di sola andata per la mite, liberale, umanitaria San Francisco. La situazione in città non è particolarmente gestibile, ma finora non avevo mai sentito di episodi del genere. Emi è ancora sotto shock e la sua prima reazione sarebbe di tornare in Giappone. Io come amica ho rispettato il suo silenzio, l'ho ascoltata quando le andava di parlarne e domani le preparerò i biscotti danesi che le piacciono tanto. Però confesso di essere perplessa e di dover fare un grande sforzo per resistere all'impulso di portarmi dietro quella guardia del corpo di Sterling dovunque vada.

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12 Comments:

  • At 9:08 PM, OpenID emmequadro said…

    aelys, quella dei biglietti per SF agli homeless non la sapevo. qua in socal di senzatetto ce n'è a bizefffe, concentrati sulla spiaggia e downtown dove ci sono tutte le missioni, ma in generale sono tranquilli e ti lasciano stare. capisco comunque il senso di paura della tua amica ed anche il tuo... è sempre traumatico per tutti quando succedono cose di questo tipo.
    un abbraccio a tutte e due.

     
  • At 9:39 PM, Blogger Aelys said…

    Anche qui di solito i senzatetto sono tranquilli, nel senso che magari fanno cose strane, urlano e se la prendono verbalmente coi passanti, ma non si verificano mai episodi di violenza. E' proprio per questo che la cosa risulta sconcertante...

     
  • At 4:59 AM, Blogger Valeria said…

    vada per i biscotti.
    schifo per la violenza ai danni delle donne, di qualunque tipo.
    a san francisco ne ho visti parecchi di homeless e alcuni per niente tranquilli. con me c'era strazioman e mi sentivo sicura, ma da sola avrei cambiato strada. e questo mi fa profondamente incazzare.


    un abbraccio.

     
  • At 7:29 AM, Blogger Baol said…

    Quello che è accaduto alla tua amica è terribile, non solo per i danni fisici dell'aggressione, quanto per quelli, peggiori, che si porterà dietro: la paura :(

    quanto ai senzatetto che non accettano cibo, da quello che ho letto tempo fa, lo fanno perchè spesso li avvelenano :/

     
  • At 7:51 AM, Blogger koala said…

    Sicuramente son persone un po' imprevedibili, quindi la tua amica non ha fatto nulla ma si e' solo trovata nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
    Mi spiace,ma purtroppo ci sono anche i lati negativi della vita in USA e sai che molti son ex-militari usciti fuori di testa?
    Mi dispiace, ma stanne lontana. Probabilmente vogliono soldi per comprarsi roba da bere, molti son alcolizzati.
    Stay safe.
    Bacini

     
  • At 9:50 AM, Anonymous Regina dei Tucani said…

    I miei genitori sono rimasti senza parole a Santa Monica. Ce ne sono talmente tanti e ovunque in questa cittadina cosi' a puntino con una bella Promenade con accesso solo ai pedoni, che fai fatica a crederci. E, per agganciarmi a Koala, oltre al mare e alle charities che li aiutano c'e' pure il Veteran Hospital...

     
  • At 1:22 PM, Blogger Elisa said…

    roba da matti...
    in pieno centro?...

     
  • At 10:13 AM, Blogger Alessia said…

    Povera Emi, sono certa che non ha fatto nulla di strano o provocatorio, solo che a volte queste cose capitano, magari quest'uomo era più ubriaco del solito ed ha reagito male ad un suo gesto o risposta anche se delle più miti.
    Nessuno dovrebbe mai permettersi di aggredire qualcuno così, speriamo che lei riesca a superare l'accaduto, specialmente la paura come diceva Baol.
    La prima e unica volta che sono stata a San Francisco ero rimasta sconcertata dalla concentrazione di senza tetto che avevo visto in centro, non ne sapevo nulla fino a che non sono arrivata in città.
    Parlando con i conoscenti ho scoperto anche io la faccenda del biglietto solo andata, che ho trovato la non soluzione più scarica barile che avessi mai sentito.
    Apparentemente il biglietto non è valido solo per SF, ma tutti la scelgono perchè pare essere la città che offre il sussidio mensile più alto in America.
    So che ci sono moltissime case di accoglienza a SF ma so anche che sono vuote perchè i senzatetto hanno paura di dormirci ed è per questo che sono tutti ammassati in centro ad ogni ora del giorno.

     
  • At 10:23 AM, Blogger Aelys said…

    Wow Alessia, ne sai perfino più di me che qui ci vivo!
    Aggiornamento per tutti: ho visto Emi e le ho dato i biscotti. Non ha lividi di nessun tipo e tutto sommato sta reagendo abbastanza bene, visto che continua ad andare ovunque a piedi. Però sta lottando per resistere all'impulso di mollare tutto e tornare "a casa" in Giappone, che poi secondo me è il primo impulso di tutti noi immigrati. Quando qualcosa va male, è facile rifugiarsi nell'idea che il proprio paese sia più sicuro, più felice, più facile da vivere o quant'altro, qanche se di fatto non lo è. Ma questo argomento meriterebbe forse un post a parte...

     
  • At 3:46 AM, Blogger Vita di mamma said…

    Quando andavo all'universitá a Napoli a me e ad altre due amiche capitó un episodio analogo, non violento a livello fisico, ma di sicuro perturbante a livello psicologico. Eravamo sul rettifilo, andavamo verso la stazione centrale. Stavamo parlando senza neanche prestare attenzione a chi c'era in strada. All'improvviso, senza nessun motivo, un senzatetto si rivolse a noi in modo molto volgare e sputó in faccia alla mia amica. Ricordo che rimanemmo tutte e tre senza parole, un ragazzo che aveva assistito alla scena cercó di fare qualcosa, ma il senzatetto giró le spalle e se ne andó.
    Sono cose che succedono, lo so, peró mica é facile mettersele alle spalle. Infatti la mia amica durante molto tempo non riusciva a camminare per strada tranquillamente.
    Ricordo un altro episodio a Londra dove, sinceramente, me la feci quasi addosso, perché ero sola.
    Londra si sa é quella cittá dove ci sono milioni di persone, ma nessuno é capace effettivamente di preoccuparsi per l'altro in strada se succede qualcosa. Io ero alla fermata di un autobus, in pieno giorno. C'erano persone in strada, passanti. Mi trovavo vicino a una zona universitaria. All'improvviso sbucó un tizio da un bar, un pub, non ricordo bene, con una bottiglia di una bibita e venne diretto a me incominciando a sbraitare. Non capii metá di quello che disse e cercai di non prestare attenzione solo che il tizio si avvicinó a me e spaccó la bottiglia della bibita su un cesto dell'immondizia proprio vicino a me, infatti alcuni pezzi di vetro finirono sul pullover che indossavo. Anche in questo caso il tizio se ne andó, con l'unica differenza che nonostante molti avessero visto quello che era successo nessuno mi si era avvicinato per tranquillizarmi o per lo meno per sapere se andava tutto bene.
    Per ora a Lisbona il massimo che succede sono gli apprezzamenti degli operai di eventuali cantieri edili che incontro in strada :)
    Comunque spero che la tua amica superi presto quello che é successo.

     
  • At 10:09 AM, Blogger Aelys said…

    Brrr Tinuccia, che episodi raccapriccianti! E' vero che così uno non mette più piede fuori di casa... a volte le aggressioni verbali sono perfino peggiori di quelle fisiche, almeno per quelle scatta la denuncia. Ah, mi sono accorta che non ti avevo ancora messa tra i miei link, perciò rimedio subito e passo a farti i saluti.

     
  • At 7:05 AM, Blogger Moky said…

    Per ovvi motivi climatici, socal e' sempre un posto preferito dei bums (dov'e' che puoi vivere in un cartone 12 mesi all'anno?). San Francisco (e anche le Hawaii... ma nessuna citta' puo' permettersi di pagare il biglietto aereo per Honolulu or Hilo) essendo piu' "liberali" di altre citta' (tipo NYC che anni fa sotto Giuliani ha fatto pulizia) diventano meta e "discarica". Classico. Certo che deve essere un'esperienza tremenda per la tua amica!

     

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