Games and the City

Vita a Los Angeles, videogiochi e tante altre cose che non c'entrano niente

02 aprile 2008

Io e il consolato: dramma in atto unico


La foto ritrae l'incredibile fioritura che ha colpito San Francisco nell'ultimo mese (un'italiana fiorisce nel bel mezzo del Golden Gate Park, miracolo della natura!), ma l'argomento di oggi non è questo. Concentriamoci sul dramma che prima o poi colpisce tutti gli italiani residenti sulla West Coast: il consolato italiano di San Francisco. Per ragioni troppo lunghe da spiegare, devo mandare al mio avvocato in Italia una procura in cui autorizzo mia sorella a ritirare una certa somma in mia vece. La procura in questione, però, deve riportare la mia firma autenticata e solo il consolato può farlo. E' solo una firma, mi dico, ci vado un attimo e poi passo anche in biblioteca. Arrivo verso le dieci e vengo accolta da una guardia di sicurezza americana, grande e incazzosa come un mastino, che mi chiede cosa voglio. Glielo spiego e lui per tutta risposta mi chiede se ho prenotato un appuntamento. Ehm, no, sul sito del consolato non c'era scritto niente al riguardo. Mi astengo dal fargli notare che, se anche avessi voluto prenotare, nessuno avrebbe risposto al telefono, le caselle vocali sarebbero state come sempre piene e anche mie eventuali e-mail sarebbero state ignorate. Mi astengo dal fargli notare, quindi, che il consolato italiano non sa cosa siano i più comuni mezzi di comunicazione. Mi astengo solo perchè glielo avranno fatto già notare a centinaia. La guardia mi dice che non sa se qualcuno potrà ricevermi oggi e che per scoprirlo dovrò restare in attesa alcune ore. Sospiro, tanto in fondo lo sapevo. Mi attacco al mio DS nella sala d'attesa gelida e nel frattempo mi godo la scena della solita guardia in questione che imbruttisce a un tizio in fila dicendogli che il consolato italiano non è aperto al sarcasmo, altrimenti può accomodarsi fuori. Su una cosa almeno sono affidabili: quando dicono alcune ore intendono proprio ore, non è un'esagerazione. Un bel record, considerato che ci sono solo quattro persone in fila, ma tra gli impiegati che chiacchierano coi colleghi e quelli che vanno fuori a prendere il caffè non c'è proprio il tempo di lavorare. Finalmente all'una mi dicono che possono ricevermi e mi fanno entrare negli uffici veri e propri, dove vengo dimenticata su una sedia per un'altra mezz'ora. Si sente odore di cibo, saranno tutti impegnati a mangiare. Passo il mio tempo a guardarmi intorno e ad annotare mentalmente la situazione: scrivanie disordinate, vecchie sedie sparse per la stanza e un grosso sacco di posta lasciato sul pavimento, ancora non aperto. Due tipe bionde su tacchi vertiginosi chiacchierano dei rispettivi figli: sono due geni e le maestre non hanno mai visto nulla del genere in vita loro, ma non basta perchè ora dovranno studiare altre lingue straniere, almeno lo spagnolo e il cinese. Finalmente qualcuno si ricorda che sono ancora parcheggiata lì, mi si para davanti senza nemmeno presentarsi, mi guarda firmare la procura e mette un timbrino sul foglio. Quindici dollari e arrivederci. Tutto qui?!? Che delusione, pensavo che come minimo avessero dovuto fabbricare la propria carta dai papiri del giardino... Me ne vado infastidita, affamata e anche un pò invidiosa.

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12 Comments:

  • At 8:11 PM, Blogger Pluto said…

    meglio che tu non sappia lo stipendio in euro di quelle persone :(

     
  • At 10:07 PM, Blogger fabio r. said…

    ciao Aelys,
    grazie della visita ! E'apprezzatissima: non sai l'orgoglio di vedere il puntino in più sugli states nella mappa dei contatti!!

    Ti capisco bene: io viaggio (principalemnte in Europa) per lavoro e resto fuori qualche giorno al mese di tanto in tanto, e non sai che nostalgia mi prene suddenly per i miei mici a casa! Anche se poi torno a vederli "live", eppure mi mancano le loro sveglie mattutine (mi sono appena alzato e madame mi aspettava per chiederer il cibo fuori della porta della stanza, as usual..)

    Per la burocrazia di cui parli qui: ormai non mi stupisce più nulla di quella italina. ma thin positive: così almeno hai l'impressione di essere a casa, back in old Italy! no??

    A presto, tornerò a trovarti (e se posso vorrei inserirti proudly nella mia blog list..)
    ciao a Frisco!

     
  • At 11:38 PM, Blogger Fabrizio Cariani said…

    io odio, odio, ODIO, il consolato italiano di San Francisco--a partire dal fatto che invidio la collocazione dei loro uffici.

    a proposito, anche a me e' toccata la sequenza di, telefonate ignorate, mail senza risposta e attese interminabili per delle assolute cavolate.

     
  • At 11:48 PM, Blogger Aelys said…

    Guarda Fabio, ti batto sul tempo e ti aggiungo prima io alla mia lista contatti!

     
  • At 12:34 AM, Blogger Gareth Jax said…

    La maggior parte della gente che lavora nei consolati è raccomandata o figlia/figlio di raccomandati. Insomma mangiapane a tradimento. Per fortuna avevi il DS! Ci sono in giro racconti di gente che ha fatto in tempo a concepire un figlio mentre attendeva il suo turno.

     
  • At 8:15 AM, Blogger Simplyandy said…

    Anche a migliaia di km la nostra burocrazia lumacosa si fa vedere. Dai perdere 4 ore per un timbro e una firmetta....e poi pagare anche 15 $ mi sembra assurdo. Senza Parole.

     
  • At 9:57 AM, OpenID emmequadro said…

    ah, ma il mio conolato locale lo batte quello di san francisco. noi non abbiamo la guardia in divisa... qua c'è il siculo in doppiopetto, col baffo lussureggiante e l'unghia del mignolo lunga tre centimetri! il resto è uguale.
    tra l'altro, stai attenta con la procura perché io ne ho fatta una simile a mio padre per la banca e in italia gli hanno detto che valeva quanto la carta da culo (oops, scusa!).

     
  • At 9:59 AM, Blogger Moky said…

    Aelys, adesso si capisce l'origine del nome "consolato": possiamo solo consolarci del fatto che tutti i consolati sono la stessa schifezza, quello di Los Angeles e quello di Phildelphia, dove anch'io avro' cercato di telefonare centinaia di volte, quando dovevo rinnovare il passaporto, o far registrare il mio matrimonio in Italia... una cosa superfrustrante, roba da andare "postal", prendere un mitra e fargli una visita... si fanno i cavoli loro e ti trattano come se ti stessero facendo un piacere... un disgusto! Garteh ha ragiuone; ancora una volta il nepotismo imperante la fa da padrone! Anche nella bella SFO!

     
  • At 9:01 PM, Blogger Fabrizio Cariani said…

    ah! e hai ragione sulla fioritura. sul campus siamo completamente aggrediti da fiori *ovunque*

     
  • At 5:12 AM, Blogger Ilaria said…

    Mosca bianca???? Qualcuno di voi ha mai avuto problemi con il consolato di Boston. Sono tutti italiani, gentili e soprattutto veloci. Rispondono al telefono e la maggior parte delle volte ti evitano anche di andare li per piu`di una volta per svolgere le pratiche. L'ufficcio e` iperpulito e nuovo e non ho mai aspettato piu`di dieci minuti. E` vero che prima di entrare ti fanno comunque passare attraverso il metal detector...ma il tutto prende al massimo tre minuti!

     
  • At 11:15 AM, Blogger Aelys said…

    Ilaria, ma allora siete fortunati! Pensa che il nostro consolato, invece, è considerato uno dei PEGGIORI al mondo. Pensa che non voto perchè tra loro e il comune di Roma non hanno fatto in tempo a iscrivermi alle liste elettorali. Peccato, perchè un votino a "Vàrtere er sinneco" gliel'avrei dato...

     
  • At 11:50 AM, Blogger Claudio said…

    sai che invece in Finlandia il consolato è efficientissimo? da non credere..saranno stati contagiati

     

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