Games and the City

Vita a Los Angeles, videogiochi e tante altre cose che non c'entrano niente

19 febbraio 2009

ER: c'è sempre una prima volta

Il mio rapporto con la sanità americana non è mai andato oltre i controlli di routine dall'oculista e dal dentista e più volte ho sentito di non aver sfruttato a dovere i soldi spesi dalla compagnia di Sterling per garantirci un'assicurazione sanitaria a prova di qualsiasi catastrofe. Evidentemente devo essermi lamentata così tanto che qualche entità superiore mi ha ascoltata e ha deciso di farmi provare il brivido di una notte all'ospedale. Non in un letto, sia ben chiaro, ma in una sala d'attesa in puro stile San Francisco (leggi: piena di gente strana e di senzatetto). Questi i fatti: martedì mattina vado dalla mia chiropratica per il solito controllo di routine dopo aver avvertito nel weekend dei dolorini alla base del collo. Esco dal suo studio fresca come una rosa, coi muscoli pronti allo scatto, e mi dirigo da Macy's per comprare il famoso cuscino TempurPedic che la dottoressa in questione mi ha consigliato. Per strada però prendo ettolitri di pioggia che si infilano insidiosi anche nella mia giacca Nike teoricamente a prova di uragano. Sarà la pioggia o una mossa sbagliata della chiropratica (io propenderei per la prima ipotesi), ma a partire dal pomeriggio il mio collo decide di andare in sciopero e di bloccarsi in un'unica posizione: sguardo dritto davanti a me, un pò abbassato, come un cantante rock scazzato. Una specie di Liam Gallagher dei poveri, insomma. Il compleanno del padre di Sterling si rivela una tortura, con me che mi giro come Robocop per parlare con i vari invitati, e la notte va anche peggio, praticamente non chiudo occhio. La mattina dopo sono un rottame, faccio gli impacchi di ghiaccio e di caldo come raccomandato dal medico ma all'ora di cena non reggo più: ho bisogno di una dose di qualsiasi cosa. Arriviamo in ospedale alle 9 di sera, aspettiamo pazientemente (Sterling) e mugolantemente (io) il nostro turno per quattro ore e mezzo e alla fine ricevo l'agognato premio: una flebo di morfina e una di valium, olè! Riesco perfino a dormicchiare sul lettino dell'ambulatorio e al momento di essere dimessa mi illumino di immenso: mi stanno prescrivendo dell'altro valium da prendere a casa, insieme a vicodin e a un ibuprofene tre volte più potente di quello da banco. Certo che gli ospedali americani non si risparmiano la robba bbona, eh! Arriviamo a casa quasi alle cinque di mattina, dormo alla grande per tutta la notte e poi, perchè no, anche per tutto il pomeriggio successivo. Dovrò compensare il sonno perduto, no? Ora sono tutta contenta, tra poco mi farò la mia dose serale e andrò di nuovo a dormire... come ho fatto a non capire prima che dormire è l'attività più gratificante per un essere umano? Certo, anche la spalla va meglio e posso perfino muovere il braccio, ma questi sono dettagli insignificanti al confronto. Messa così posso anche trascurare le otto ore passate in ospedale e il conto strabiliante che di sicuro mi arriverà a casa nei prossimi giorni. Per ora non ci penso, mi limito a dormire il sonno dei giusti.

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15 Comments:

  • At 2:08 AM, Blogger Lucry said…

    Che il sonno fosse un'attività tra le più gratificanti della vita, l'ho sempre saputo... ma il sonno da droghe pesanti, questo proprio deve essere proprio imbattibile!
    Certo che ti stanno dando robba pesante... morfina, vicodin... Non sarà il caso di sentire anche un altro medico? (assicurazione permettendo)
    In ogni caso auguri di guarigione... e buon riposo!

     
  • At 9:02 AM, Blogger fabio r. said…

    stasera in italia danno proprio ER su rai2. ora osservero' la sala d'attesa con più attenzione....
    ps ma e' un ospedale o un pusher??

     
  • At 3:57 PM, Blogger nonsisamai said…

    due cose: la prima: qui in texas e' completamente diverso. ospedali splendidi e mai atteso piu' di mezz'ora (e mai al er. mi e' capitato giusto l'altro giorno da uno specialista per un paio di infermiere ammalate contemporaneamente). secondo: attenta!! seriamente, ci sono passata anch'io quando sono stata operata. queste droghe danno tantissima dipendenza, non sottovalutare questa cosa, mi raccomando.

    odio citarmi, ma magari puo' essere interessante per te in questo caso...

    http://nonsisamai-nonsisamai.blogspot.com/2009/02/del-dente-del-giudizio-e-della-scampata.html)

    in bocca al lupo, un abbraccio,

    e.

     
  • At 8:20 PM, Blogger Pluto said…

    la soluzione dell ospedale per risolvere il problema e ' di imbottirti di antidolorifici ? mi sembra una facile diagnosi . auguri

     
  • At 9:14 PM, Blogger Aelys said…

    Per tutti, e in particolare per Pluto: non mi hanno dato solo antidolorifici. L'ibuprofene serve a sgonfiare il muscolo infiammato e l'effetto è migliorato dagli impacchi di ghiaccio che applico ogni due ore. Valium e vicodin servivano nell'immediato a permettermi di dormire, cosa che non riuscivo a fare da 48 ore; in più, il valium è un rilassatore dei muscoli, quindi nel mio caso capita proprio a puntino. Mi dispiace che questo post abbia causato reazioni allarmate/sarcastiche, la mia unica intenzione era quella di sdrammatizzare su una disavventura che mi è capitata e che mi sta praticamente immobilizzando a casa da giorni... La prossima volta scriverò un bel DISCLAIMER a caratteri cubitali prima dell'inizio del post.

     
  • At 1:29 PM, Blogger Baol said…

    Eh, il Vicodin è sempre una manna dal cielo....:D

     
  • At 3:49 PM, Blogger nonsisamai said…

    e' capitato anche a me qualche volta, soprattutto nei commenti. sai qual e' il problema? che non si vede la faccia che facciamo quando scriviamo... :)

     
  • At 10:50 AM, Blogger Elisa said…

    la sanità americana mi ha sempre inquietato abbastanza...

     
  • At 2:26 PM, Blogger Alessia said…

    Non ti sento da un po' di giorni ma non pensavo che fossi stata male, scusa per non essere stata presente, è che ormai il computer è acceso ma io vegeto, afflitta dal mal di schiena, ormai lo uso solo come stereo e per guardare le puntate arretrate dei telefilm. Adesso come stai? Passato tutto?

     
  • At 1:55 AM, Blogger Vita di mamma said…

    Spero che oggi la spalla vada meglio. Circa tre mesi fa ho atteso più di 4 ore al pronto soccorso pediatrico di un ospedale portoghese perché c'era un solo pediatra. Non ricorro all'ospedale di solito, sono in ultima istanza e devo dire che mi hanno dato una ragione in più per non farlo...

     
  • At 10:39 AM, OpenID adblues said…

    I protocolli di cura "made in iuessei" sono abbastanza differenti da quelli europei.
    Qui da noi ti avrebbero dato una puntura di diclofenac per sfiammare ma soprattutto un preparato a base di tiocolchicoside o simile (nome commerciale da noi: Muscoril) come miorilassante.

    In effetti l'uso di antidolorifici di tipo oppiaceo è una costante americana mentre da noi si usano di più composti non-steroidei o inibitori delle COX.

    Spero che tu stia meglio adesso!

    --Alex

     
  • At 10:57 AM, Blogger Aelys said…

    Wow Alex, che commento professionale! In effetti si, ero andata in ospedale sperando di ricevere un'iniezione di antinfiammatorio o equivalente e mi sono invece ritrovata a fare sogni d'oro :) Devo dire però che l'ibuprofene e gli impacchi di ghiaccio stanno funzionando, la spalla si sta riprendendo poco a poco. Non posso ancora sollevare niente di pesante (per pesante intendo anche la teiera!), ma per fortuna ho un marito che è ben felice di sottoporsi ai lavori forzati in casa. Ieri ha fatto una pasta al forno da oscar!

     
  • At 6:47 PM, Anonymous Anonimo said…

    Azz... soprattutto direi di cambiare macell.. ehm chiropratico!
    Ma che razza di ciarlatano e' uno/a che ti riduce cosi?!
    Altro che pioggia!

     
  • At 12:52 AM, Blogger Aelys said…

    Anonimo scusa, potresti cortesemente identificarti? Ho detto che non so se è stata colpa della mia chiropratica o della pioggia e che anzi propendo per la seconda ipotesi. Il che dovrebbe farti riflettere sul fatto che probabilmente non è colpa della povera donna in questione, che anzi in un anno di trattamenti ha completamente risolto i miei problemi lombari. Magari leggere un pò meglio prima di commentare, no?

     
  • At 12:27 PM, Blogger Moky said…

    L'esperienza nei pronto soccorso americani dipende da
    a) dove vivi
    b) il "momento" che "scegli" per andarci
    c) la gravita' degli altri pazienti paragonata alla tua...


    Sono felice di sapere che stai meglio. Immagino che tu sia andata dal tuo GP per farti controllare, VERO???

     

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