Games and the City

Vita a Los Angeles, videogiochi e tante altre cose che non c'entrano niente

05 novembre 2008

Ecco perchè vivo a San Francisco

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Beccatevi questo minuto di casino stradale a San Francisco a cui anche Sterling ha partecipato in modo piuttosto rumoroso. Abbiamo guardato il discorso di Obama da un bar del nostro quartiere dove la gente applaudiva, beveva e piangeva tutto insieme come solo gli americani sanno fare, poi siamo andati in centro per incontrare un amico tedesco e buttarci nel casino. L'unica nota stonata è che la Proposition 8, quella che annulla l'effettività dei matrimoni gay, è passata in tutta la California, anche se le contee più evolute come San Francisco e Santa Cruz hanno votato massicciamente per il no. Los Angeles invece mi ha delusa, c'è stata parità tra i si e i no... Ma non importa, perchè tanto si andrà probabilmente alla Corte Suprema, soprattutto sapendo quanto siano agguerriti in materia sia il nostro sindaco che le coppie già sposate che da stamattina si sono improvvisamente ritrovate con un certificato di matrimonio privo di valore. Intanto le celebrazioni per Obama continuano: come prime elezioni da residente in US non mi è andata mica male!

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03 novembre 2008

La ruota gira


Un paio di considerazioni sul mio lavoro. Quando ho iniziato, circa sei anni fa, facevo parte di una ristrettissima minoranza di donne che scrivevano di videogiochi. Il problema non riguardava solo l'Italia: ricordo di aver letto i commenti maschilisti che i redattori di IGN avevano scritto a proposito della collega Mary Jane, ora mia amica. Ricordo di aver simpatizzato con lei, pur non conoscendola di persona, e di aver pensato che in fin dei conti le cose andavano allo stesso modo in tutto il mondo. Poi, all'improvviso, Nintendo ha messo in atto una rivoluzione silenziosa: convertire al videogioco donne, bambini e perfino anziani. Tutti quelli che parlavano di follia si sono dovuti ricredere: ora perfino mia madre e mia sorella hanno il loro DS e progettano di comprare un Wii. Il fenomeno ha creato una corrente di giornalismo parallela che non si rivolge ai giocatori hardcore, ma a un pubblico generale che non ama i dettagli tecnici nè un linguaggio troppo specifico. Siti come lo stesso IGN hanno cominciato a creare canali per i casual gamer e i giornalisti più ricercati per questo tipo di lavoro sono ovviamente le donne. Da rarità italiana sono diventata oggetto di diverse richieste di collaborazione per siti con cui mi sto divertendo a sperimentare modi di scrittura completamente diversi rispetto a quelli utilizzati per anni. Al momento le mie collaborazioni più interessanti sono per Green Pixels, un progettone di IGN dedicato alle donne e ai giocatori occasionali, e What They Play, un punto di riferimento per genitori. Ho ritrovato la voglia di scrivere, che ultimamente si era un pò persa tra noiosi dettagli audio e video, e per una volta tanto mi sento valutata per ragioni che non siano semplicemente il coraggio di "averci provato" in un campo dominato dagli uomini. Fa bene allo spirito sapere che la ruota gira anche nel settore dei videogiochi.
P.S.: La foto è vecchia, risale al primo Guitar Hero e a ben prima dei chili di troppo presi in America. Anche quella fa bene allo spirito.

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