
La mia assenza stava diventando preoccupante, ma ho avuto buone ragioni. La settimana scorsa ho finalmente completato il corso di business che ho seguito per tre mesi, celebrando insieme alle mie compagne di corso con una cerimonia di diploma molto americana. Fiori, discorsi, abiti discutibili, consegna degli attestati di diploma, lacrimuccia di commozione da parte di qualcuna e ovviamente quintali di cibo e bevande per tutti. La nostra insegnante (quella accanto a me al centro della foto) ci ha presentate una per una e noi abbiamo dovuto parlare in pubblico e spiegare la nostra idea di business. Ora, io detesto parlare in pubblico in italiano, figuriamoci quanto la cosa possa avermi fatto piacere in inglese. Al contrario, la nostra ospite d'onore, una pluri-campionessa americana di kayak, si è lanciata in un appassionante discorso su come affrontare la paura quando sei tra le rapide della Patagonia, metafora delle scelte difficili che dobbiamo fare ogni giorno. La cosa incredibile è che dopo la cerimonia mi si è avvicinata e si è messa a conversare in un italiano disinvolto, come se fosse la cosa più normale del mondo. Vedendo la mia faccia perplessa, mi ha spiegato che suo marito è di Roma: lo ha conosciuto facendo rafting in Perù e lui si è trasferito qui per stare con lei, aprendo (ovviamente!) un ristorante italiano a Coloma, posto dove iniziò la corsa all'oro e dove ci sono ottimi torrenti per il rafting. Come storia di unione italo-americana, questa vince senza dubbio il premio per l'originalità... Nonostante la cerimonia di diploma, il mio lavoro di aspirante imprenditrice non è ancora finito: devo perfezionare il mio business plan prima di sottoporlo a chi di dovere (maggiori informazioni al riguardo nei prossimi post, meglio non parlarne per scaramanzia). Intanto, però, ci facciamo un pò di vacanza sulla East Cost in occasione del weekend di Memorial Day e del matrimonio di un cugino di Sterling. Pare che l'intera famiglia non veda l'ora di incontrarmi perchè sono la "parente esotica", perciò per evitare figuracce dovrò cercare di memorizzare i nomi di zii e cugini che non ho mai visto in vita mia, nemmeno in foto. Chiudo celebrando virtualmente il mio centesimo post: considerato che ho aperto questo blog oltre un anno fa, la mia media di scrittura non è esattamente invidiabile, ma si fa quel che si può!
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