Games and the City

Vita a Los Angeles, videogiochi e tante altre cose che non c'entrano niente

04 ottobre 2008

La cantantessa



Trovo ironico il fatto di non essere mai riuscita ad andare a un concerto Carmen Consoli in Italia e di averla invece vista agevolmente qui a San Francisco, comodamente seduti al tavolino di un teatro storico della città. Con un pò di fortuna, questa volta riesco a pubblicare correttamente il video: non si vede niente (sempre colpa della mia macchina fotografica di notte), ma almeno l'audio è decente. Lei è stata fantastica, ha eseguito tutti i pezzi in versione acustica senza band di accompagnamento e ha cantato perfino tre canzoni tradizionali siciliane. Quanto gli americani ci abbiano capito non lo so, ma di certo Sterling è rimasto impressionato da quello che una sola persona può fare sul palco. Volevo farci un post già da qualche giorno, ma proprio non mi è riuscito di scrivere niente che non fossero articoli di lavoro. E' un periodo particolarmente pieno, anche più della solita media autunnale: continuo a scrivere per GameSpy ma nel frattempo ho accettato anche un'altra collaborazione con un sito che non è stato ancora lanciato e di cui parlerò appena sarà attivo. Non solo è un tipo di scrittura che mi piace molto, ma viene anche pagato molto meglio degli articoli che scrivo per GameSpy (e che già in Italia rappresentano cifre esorbitanti). Intanto la valigia è pronta e lo shuttle per l'aeroporto dovrebbe arrivare a momenti: si parte per il Giappone!

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28 aprile 2008

Jazz e sushi

La foto è quella che è, ma non ho potuto fare di meglio. Mentre cercavo di convincere la mia macchina fotografica a collaborare nonostante il buio, un tipo grosso mi si è avvicinato con un sorriso minaccioso e mi ha detto "No photos". Proprio così, senza l'immancabile sorry. Comunque non importa, perchè siamo finalmente riusciti ad andare da Yoshi's, il jazz club/ristorante giapponese più famoso della Bay Area! Yoshi's è un'istituzione da oltre trent'anni, è il posto dove si esibiscono i migliori musicisti jazz del mondo e dove Sterling ordinava sushi in giapponese già alla tenera età di tre anni. La sede di Oakland è quella originale, ma da qualche mese ne hanno aperta una anche a San Francisco, proprio a due passi da casa, nel quartiere Fillmore che è tradizionalmente afro-americano. Ogni volta che ci passavamo ci ripromettevamo di andarci e ieri finalmente ce l'abbiamo fatta. Abbiamo visto il concerto del bassista Marcus Miller e della sua band di cinque elementi, più una cantante e un DJ (!!!). Insomma, tanta gente sul palco e tanta energia: il musicista che suonava l'armonica si è esibito in un assolo così lungo che ho temuto seriamente che andasse in iperventilazione. Ancora gasati per tutta la musica che avevamo ascoltato, siamo corsi verso la confinante Japantown dove abbiamo incontrato nientemeno che Mr. Wayward e signora. Non mi era ancora capitato di incontrare un blogger di persona: con alcuni di voi passo piacevolissime ore al telefono, ma è ben diverso vedersi per sushi e cinema, proprio come faresti con degli amici. Da un punto di vista pratico, essere compagni di blog elimina tutta quella fastidiosa fase del "Piacere, mi chiamo XYZ. Dove abiti? Che lavoro fai? Cosa ti piace fare? Di dove sei in Italia?". Ecco, benedetti siano i blog e il taglio dei convenevoli, che io mi sono un pò rotta le scatole di sentirmi dire a raffica "Omygoooooood, sei italiana! Io sono stata in Italia una volta con mia zia Geraldine e il criceto, abbiamo mangiato bruscetta e bevuto vino, come vi invidio voi italiani, vivete in un paese bellissimo e siete sempre così sorridenti!". Ecco, a una persona così come glielo dici che c'è Berlusconi al governo?

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29 settembre 2007

Lovefest

Come dice mia sorella, a San Francisco ogni occasione è buona per travestirsi. Halloween, Bay to Breakers e il Carnevale sudamericano li avevo già visti, ma il Lovefest mi mancava perchè esattamente un anno fa mettevo piede negli Stati Uniti per restarci, facendo una lunga guidata notturna da Los Angeles a San Francisco, senza sapere bene cosa aspettarmi dal nuovo continente, dalla nuova vita e da Sterling. Un anno dopo le certezze sono molte di più, ho una fede all'anulare (che per fortuna sembra tutto tranne che una fede) e un bel pò di nuovi amici che nella vita fanno le cose più disparate. Come Ben, per esempio, che fa l'MC di Drum & Bass e che oggi si esibiva al Lovefest, un enorme festival che raccoglie tutti i generi di musica dance su diversi palchi. Ora, non è che io sia proprio una grande appassionata di musica dance, a differenza di Sterling, che è stato un giornalista di musica per sei anni prima di iniziare a scrivere di videogiochi. Diciamo pure che nel 90% dei casi mi fa schifo. Però Ben bisognava andare a vederlo, non gli si poteva fare questo sgarro. Mi sono armata di tutta la pazienza che sono riuscita a trovare, ma soprattutto di un paio di efficaci tappi per le orecchie comprati da Walgreens, e ho accompagnato Sterling in questa allucinogena avventura tra parrucche rosa e stivaloni zeppati stile Deee-Lite. Il palco del Drum & Bass, però, è stato una rivelazione: devo ammettere che non sapevo niente su questo genere, a parte il fatto che prima si chiamava Jungle, ma ha un ritmo che prende e gli MC erano tutti bravissimi, sia nell'improvvisazione che nella rima. O almeno così sembrava a me povera ignorante... Sono contenta di aver visto una cosa del genere dal vivo, anche se subito dopo Ben sono scappata a casa. Visto che Blogger mi dice che posso aggiungere dei video, proviamo a metterci un pezzetto della performance di Ben...

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08 agosto 2007

Post-Lollapalooza



Durante il concerto degli Yeah Yeah Yeahs Karen O. si è strappata tutti i vestiti di dosso.


All'evento Sony c'era anche un certo Perry Farrell che ha premiato la migliore performance di "Been Caught Stealing".


Sterling e il nostro fantastico Deep Dish.

'O sapevate? Il Deep Dish è anche un dessert con biscotti e gelato. Sapevatelo!

Di certo non la pizzeria più modesta di Chicago...

Portillo's è il posto più famoso per farsi del male con gli hot-dog originali di Chicago.

Io e Alessandro facciamo un brindisi in onore di Valentina con i nostri hot-dog.

Dopo quattro giorni di concerti, caldo (finalmente!) e Sony, siamo tornati nella nebbia. Per fortuna il mio amico Gareth e la sua banda sono qui da Torino per qualche giorno e mi aiuteranno a superare allegramente il fatto che oggi Sterling è dovuto ripartire per L.A. e tornerà venerdì. Sarei andata anch'io, ma tra gli amici e il lavoro non ce la potevo proprio fare. Ricapitolando Chicago in poche parole direi: mangiate pesanti e digestione a ritmo di musica. Il Lollapalooza è stato spettacolare, enorme e ben organizzato. I gruppi che ho visto sono stati:
- The Roots (non li conosco quasi per niente ma vabbè...)
- Yeah Yeah Yeahs (assolutamente i migliori)
- Spoon (rivelazione)
- Muse (non tutto il concerto causa pioggia e fame)
- Amy Winehouse (per fortuna non troppo ubriaca)
- Iggy Pop (un pazzo furioso, ma divertente)
- !!! (bah...)
- My Morning Jacket (non esattamente il mio genere)
- TV on the Radio (bravissimi, chi se lo aspettava)
- Pearl Jam (du' palle all'inizio, Valentina ZITTA, poi si sono ripresi con i classici e Ben Harper).
La cosa ha funzionato particolarmente bene, perchè mentre Sterling vedeva i suoi gruppi poco raccomandabili (tipo dei DJ tamarri) io sono andata ai concerti che mi interessavano con Alessandro, un amico di Vale che si è appena trasferito a Chicago per qualche mese. Ci siamo rivisti anche lunedì con tutta la sua combriccola di bergamaschi-bergamotti per un pesantissimo hot-dog in stile Chicago che mi si è piazzato sullo stomaco fino più o meno alle sette di sera. Proprio quello stesso giorno Sterling ha avuto la brillante idea di proporre "prendiamo la metro per andare agli studi Midway!". Mai decisione fu meno azzeccata. La metropolitana di Chicago è vecchissima, tipo quella di New York, e tra il caldo e l'umido c'era da svenire. Come se non bastasse, il treno della linea rossa che abbiamo preso aveva l'aria condizionata rotta e quello della linea blu era pieno di turisti che tornavano all'aeroporto O'Hare e che evidentemente non avevano mai preso un mezzo pubblico in vita loro, perchè continuavano a perdere l'equilibrio e a cadere addosso a tutti. Metro a parte, ho apprezzato Chicago molto di più questa volta che quella scorsa... forse perchè quell'altra volta avevo appena conosciuto Sterling e la città era un pò passata in secondo piano. Ottimo (anche se pesantissimo) cibo di origine italiana ma ormai completamente diverso, come il Deep Dish, persone gentilissime e grattacieli enormi che non vedremo mai nella terremotata San Francisco. E' una città in cui non vivrei mai, ma tornare a visitarla ogni tanto è veramente una bella esperienza.

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02 agosto 2007

Ritorno sul luogo del delitto



Le foto del concerto dei Daft Punk non sono granchè, c'erano troppe luci che andavano e venivano sul palco, ma almeno i video che ho fatto con la macchina fotografica sono venuti bene. Se vi interessa scrivetemi e ve li mando. Nel frattempo, per la "settimana della musica", dopo i Daft Punk visti venerdì scorso siamo pronti a fare le valigie e partire domani mattina per Chicago, destinazione Lollapalooza. E indovina chi c'è al Lollapalooza? Di nuovo loro, i Daft Punk. Purtroppo pare che non potremo rivederli perchè si esibiranno venerdì sera, proprio quando noi saremo impegnati in un pallosissimo cocktail party con Sony. Già me lo immagino: fiumi di alcool e zero cibo, a meno che la House of Blues (dove si terrà l'evento) non decida di prendere il sopravvento sfornando quintali di divino cibo Cajun. Il posto lo conosciamo bene, visto che io e Sterling ci siamo conosciuti proprio lì. Ci torniamo dopo un anno e mezzo, senza wrestling ma con tutta l'intenzione di andare a caccia della migliore pizzeria della città che faccia un deep dish in grado di superare quello di Little Star sotto casa. Per il resto non so, Chicago è una città che non mi attira particolarmente ma le previsioni del tempo dicono che ora ci sono 30°, chi rifiuterebbe mai un tuffo nell'estate dopo il nebbione perenne di qui?

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27 maggio 2007

Datemi Rio de Janeiro


Altro che maglioni di lana, qui siamo passati direttamente ai cappotti. Credo di aver capito come funziona San Francisco: siamo in ritardo di tre mesi sul tempo atmosferico del resto dell'emisfero settentrionale. Ora abbiamo il tempo che farebbe normalmente a febbraio, a febbraio avevamo il tempo di novembre e a ottobre/novembre era piena estate. Cosa avrà di storto la Bay Area? Decisamente non invidio i poveracci che stamattina hanno partecipato alla sfilata del Carnevale sudamericano (giusto per ribadire che San Francisco funziona al contrario, qui il Carnevale è alla fine di maggio), soprattutto il re e la regina che erano praticamente nudi, a parte piume, glitter e qualche sparuto pezzetto di stoffa. La sfilata ha attraversato tutto Mission, il quartiere latino, e 'sta povera coppia di figoni abbronzatissimi ha dovuto sorridere e sfidare vento e pelle d'oca antiestetica, mentre io ero vestita come per una missione in Antartide. Parlando d'altro, devo almeno in parte rivalutare la televisione americana: ieri sera a cena con il vecchio Phil ci è capitato di guardare Austin City Limits, un programma di musica live, e per poco non cadevo dal divano... The Flaming Lips e The Shins nella stessa puntata, non ci potevo credere! Gli Shins statuari come sempre, non un sorriso, non una parola al pubblico, pare che si vergognano anche di esistere, ma che si esibiscono a fare live? Al confronto i Flaming Lips erano Disneyland, hanno fatto così tanto casino con palloncini, costumi da coniglio e sangue finto che perfino Sterling si è convertito alla causa e vuole andare al loro prossimo concerto. Per concludere con una nota retrò, dopo Austin City Limits abbiamo beccato la replica di una vecchia puntata di Soul Train del 1979. Gloria Gaynor cantava live "I Will Survive" e schiere di ballerini con enormi pettinature afro si esibivano in passi di danza che non vedevo dai tempi di John Travolta. Per la serie: quando gli Stati Uniti erano ancora simpatici al resto del mondo...

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19 aprile 2007

A Comet Appears


Dopo avermi regalato una t-shirt e una borsa della Roxy e una copia di LocoRoco (perchè vergognosamente non ce l'avevamo ancora), Sterlino ha completato il suo regalo di compleanno per me con due biglietti per il concerto degli Shins al Warfield. La cosa mi ha fatto un immenso piacere, perchè proprio qualche giorno fa riflettevo sul fatto che solo un paio di band sono riuscite a staccarmi dall "malattia dei '90" che ancora mi porto dietro: gli Shins e i Flaming Lips. Il primo album degli Shins, con New Slang e Caring Is Creepy, mi riporta indietro a due anni fa, quando li ho ascoltati per la prima volta e non sapevo bene cosa volessi dalla vita e come uscire dalla confusione in cui mi trovavo. "Gli Shins ti cambieranno la vita", diceva Natalie Portman in Garden State, e se a me non l'hanno cambiata l'hanno sicuramente migliorata. Dopo che un'adorabile Natalie in cuffie e felpina rossa dice una cosa del genere, ogni band con una coscienza dovrebbe farsela addosso pensando alle aspettative della gente, e invece loro sono andati avanti tranquilli, come se niente fosse. La cosa che più mi ha fatto riflettere al concerto è che mi trovavo davanti alla band più "uncool" che il Warfield abbia mai visto: batterista grasso, tastierista coi capelli anni '80, cantante in evidente imbarazzo nel parlare al pubblico. Di certo non sono rockstar, vengono da Albuquerque e non gliene frega niente degli hippies di San Francisco che girano in infradito anche a gennaio. A parte questo, il Warfield è un bellissimo teatro ma stare seduti per tutti il concerto proprio non si sopporta. C'erano giusto pochi posti in piedi nell'equivalente americano del "pratone", ma ovviamente erano esauriti fin dal primo momento. Tutti gli altri seduti in balconata, una noia mortale ma almeno abbiamo potuto mangiare i nostri nachos durante il concerto. Gli americani sono assi nel servire quantità enormi di cibo nei posti più impensati, per esempio sale da concerto e partite di basket. Detto questo, vado a scrivere CAKETOWN!!! per GameSpy.

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