
Siamo finalmente tornati a casa dopo dodici giorni di alterne vicende, alterne compagnie e stati d'animo diametralmente opposti. Dodici giorni, tre città, un matrimonio e un funerale: potrebbe essere il titolo di un nuovo film di Mike Newell. Riassumere non è facile, ma come sempre ho tante foto da commentare e raccontare. Partiamo da New York, città da cui mancavo da ben dieci anni. L'ultima volta che ci sono stata le torri gemelle erano ancora in piedi e godevano di ottima salute, Williamsburg era un'area di Brooklyn deprimente e abitata da vecchi italiani e Nintendo non aveva un negozio stilosissimo alle spalle del Rockefeller Center. New York cambia e si evolve alla velocità della luce, ma alcune cose restano le stesse, nel bene o nel male.
Broadway: Times Square sarà pure un carnaio, ma Brodway rimane sempre Broadway. Per $50 (meno della metà del prezzo ufficiale) ci siamo aggiudicati un biglietto in posizione centralissima per uno spettacolo serale e siamo andati a vedere "A Chorus Line", uno dei miei musical preferiti. Perfino Sterling, che non ama il genere, mi ha ringraziata alla fine per aver insistito. L'esperienza più newyorkese che potessimo fare! SF-NY: 0-1
Fattore stress: Martelli pneumatici in strada all'una di notte e traffico così rumoroso che anche al sesto piano di un palazzo sembra di stare sul marciapiede. A meno che non sia ricco sfondato, a Manhattan vivrai una vita di perenne rumore. Senza contare i tempi di trasferimento lunghissimi, le masse umane che ti trascinano sulla piattaforma della metropolitana e topi grandi come chihuahua. Ridatemi la mia casetta di San Francisco con vista su quattro parchi e silenzio annesso. SF-NY: 1-0
Ristoranti: Presi da un eccesso di entusiasmo, abbiamo tralasciato deli e bagel e ci siamo concentrati sul cibo impossibile da trovare qui a San Francisco: ristoranti turchi, giamaicani e soul sono stati quelli in cui ci siamo autoflagellati con enormi porzioni di cibo ottimo e altrettanto pesante. D'altra parte, però, i ristoranti messicani, vietnamiti e asiatici in generale di San Francisco sono imbattibili. SF-NY: 1-1
Abbigliamento: Quando ho rimesso piede a New York, mi ero quasi dimenticata cosa volesse dire camminare per strada e vedere persone eleganti e ben vestite. E' stato una specie di ritorno alla ragione: ma allora il resto del mondo sa abbinare i colori e capisce che un uomo in jeans elasticizzati da donna va punito con i lavori forzati! E i negozi sono così belli che li avrei svaligiati uno per uno. SF-NY: 0-1
Igiene: A San Francisco ci avremo pure gli homeless a ogni angolo di strada, ma New York non me la ricordavo così sporca. Sacchi di spazzatura sui marciapiedi, ratti che invadono la metropolitana e un'aria grigia e pesante che si posa su tutto, complice anche la cappa di umidità. La prima cosa che ho fatto una volta atterrata a San Francisco è stata respirare a fondo l'aria fresca e pulita e mettermi una giacca in più per non morire di freddo. SF-NY: 1-0
Little Italy: O "Little Mafia"? I Sopranos hanno dato l'ultima mazzata alla reputazione italiana sulla East Coast: nello spazio limitato di quei due isolati striminziti di Little Italy che ancora resistono all'invasione cinese proliferavano negozietti di souvenir cafoni che esibivano false targhe automobilistiche inneggianti a "Godfather", "Goodfellas" e "Mafia" (quest'ultimo semplice e diretto, senza fronzoli hollywoodiani). Al confronto la nostra North Beach è un angolo di Italia incontaminato, peraltro con sfogliatelle e babà niente male. SF-NY: 1-0
Sex and the City: Potevo anche vederlo qui a San Francisco, ma volete mettere andare al cinema a New York in compagnia di cinque amiche? Non ho mai visto una sala così piena di donne, gli uomini saranno stati quattro o cinque al massimo. Sembrava di essere a un raduno femminista o al reparto cosmetici di Macy's... un'esperienza indimenticabile! SF-NY: 0-1
Fatevi due conti e capirete perchè viviamo a San Francisco e non a New York. Non nego il fascino della metropoli, ma cinque anni a Roma mi hanno deprivata di qualsiasi interesse nei confronti di una città con tempi di trasferimento più lunghi di 30 minuti.

Times Square con l'invasione dell'attempato Indiana Jones e degli attempati New Kids on the Block

Tutti in tiro per Broadway, peccato che i turisti del Mid-West rovinassero l'atmosfera sfoggiando shorts e sandali francescani...

Panorama di downtown dalla costa del New Jersey (Moky, ti ho pensata e compatita!)

Senso pratico newyorkese

Union Square in un glorioso tramonto

Ancora tramonto, perchè queste sono le foto che mi sono venute meglio
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